Letta, lo spettro e il cadavere

La ”storica giornata” annunciata nella vigilia da troppe trombe e con troppa enfasi si è risolta nella tappa caotica di quello che assomiglia molto più a un impaludamento che a un cambiamento della politica italiana. Certo, Silvio Berlusconi ha preso un gancio in faccia sonoro, e per giunta dai suoi. Ma non è andato al tappeto, né è uscito dal ring. Certo, ha fatto una retromarcia a U e una figuraccia da clown, l’ennesima. Ma già in serata, nei talk che tanto per cambiare parlano solo di lui, è stata tutta una gara, fra falchi fedeli e colombe infedeli, a chi gli vuole più bene, a chi lo consiglia meglio, a chi sa fare meglio il suo bene e a chi lo sa difendere meglio dalla ”persecuzione giudiziaria”, altro che parricidio e tradimento. Certo, il comando unico e indiscutibile del Cavaliere-Sultano è per la prima volta seriamente lesionato, grazie soprattutto all’alleanza e all’amicizia fra Letta (jr) e Alfano ; ma c’è già chi scommette, non peregrinamente, che il messaggio subliminale del suo testacoda sulla fiducia finisca con l’essere quello del buon padre che ci mette e ci rimette la faccia pur di tenere unita la famiglia. Certo, infine, la sua presenza nella compagine di governo è diventata superflua, e questo cambia non poco i rapporti di forza e la natura delle ”larghe intese”: ma è una presenza che continua a incombere, come quella di uno spettro che sa di essere uno spettro, e gioca anche questa come una carta spregiudicata perché gli spettri, si sa, sono un problema di chi ne è ossessionato, e più cerca di cacciarli più ossessivamente li riproduce.

Molto meno spettrale è l’altro fattore che casomai rende o rischia di rendere – purtroppo – storica la giornata, ovvero la solidissima sembianza centrista-democristian-merkeliana che la nuova-vecchia maggioranza di governo assume nelle movenze dei transfughi pdiellini e soprattutto nella lingua sicura e determinata, forte dell’appoggio di poteri forti, del presidente del consiglio. L’operazione ”storica” del tanto sbandierato cambio di maggioranza sa molto di trasformismo democristiano della peggior tradizione, ma le cose non si ripetono mai identiche e infatti non è la vecchia Dc che resuscita, è una sublime miscela fra il moderatismo democristiano che usa il vocabolario carezzevole del perbenismo nazionale e l’aggressività tecnocratica targata Europa che parla a base di start up e cliclavoro. Basta comunque un passaggio, quello sul 1968 come spartiacque fra l’età d’oro della stabilità e l’età successiva e rovinosa dell’instabilità, per capire qual è la narrativa che tira: magari anche qui subliminale, il messaggio è chiarissimo.

Chiarissimo è anche che quando c’era la Dc c’era anche il Pci e una più larga sinistra, socialista e radicale, che invece adesso non ci sono, come se la commedia andasse in scena con un attore in meno, o afono, o cadaverico. E chissà perché questo piccolo particolare non entra mai nei conteggi sui variegati lasciti etici ed estetici del ventennio berlusconiano, essendone invece, indiscutibilmente, il primo. O quell’attore torna in scena, ritrova la voce e si rianima, oppure avrà sempre più ragione chi dice che la commedia è vana, e non merita più nemmeno una platea.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

10 risposte a Letta, lo spettro e il cadavere

  1. ottima analisi. sull’ultimo pezzo bisognerebbe parlare con vendola che invece non vede l’ora di andare proprio con quella nuova dc…

  2. maurizio montella ha detto:

    Ida pianamente d’accordo, brava. Che tristezza per noi, non vedo vie d’uscita e tu?

  3. c’è una via d’uscita…almeno noi , aboliamo dai nostri ragionamenti il suo nome e affrontiamo il berlusconismo che ha preso quasi tutti …dal baffetto al nanerottolo rosso , tutti a vegetare sulla fase “storica” che il sign berlusconi ha inaugurato nel 94.tutti a strizzare il cervello su chi esprime meglio il concetto democristiano . L’epoca delle passioni è stata cancellata dal servilismo di tutti i partiti che hanno creato i mostri con il porcellum… le “anime belle” che sventolano ancora la bandiera della passione han bisogno di fatti concreti ,lontani dalla dialettica che incantava e tenta ancora di incantare il popolo … non si vede nulla all’orizzonte, se non grida sguaiate e concetti astrusi che non chiariscono ma confondono…non riesco ad esser più chiaro ,,ma l’animo POLITICO freme … rabbrividisce a vivere il tempo dei mostri….dal berlusconismo agli annegamenti voluti dalla miseria umana che continua ad arrovellare il cervello sul sign berlusconi… vada nella villa di lampedusa a dedicarsi ai lavori socialmente utili e chi se la sente abbandoni la sicurezza del proprio porto “partito” e s i inserisca nel nuovo che attende le intelligenze politiche.

  4. paride leporace ha detto:

    Buona l’analisi accompagnata dalla bella prosa che ben conosciamo. La rete aiuta a leggere ancora pensiero critico

  5. Francesco ha detto:

    “retromarcia a U”? Non credo lei abbia la patente: retromarcia e inversione a U sono due manovre diverse.

    • idomini ha detto:

      Ho la patente e guido benissimo. E’ lei che non ha la minima idea della creatività della lingua. Che non sta né alle regole né alle figure del codice della strada.

  6. BEP ha detto:

    Molto interessante la “retromarcia a U”, come notato dal commentatore Francesco sul blog terminologiaetc… 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...